ReLOad


Sintesi
La provincia di Lodi è caratterizzata ormai da una crescente attenzione alle buone pratiche relative ai temi della sostenibilità e del riciclaggio dei rifiuti, tuttavia vi è ancora un’elevata produzione di rifiuti, riutilizzabili da altri soggetti. Questo mancato incontro tra domanda e offerta potenziali nel ciclo dei rifiuti rischia di accrescere i costi del trattamento dei rifiuti e ridurre l’efficienza del loro smaltimento. Il progetto “ReLoad”  si  basa  sul  motto  europeo  “Think  before  you  throw!”(Pensa  prima  di buttare!)  intercettando  gli  oggetti  prima  che  essi  divengano  rifiuti  e  arrivino  in discarica. Il progetto intende diminuire il volume complessivo dei rifiuti prodotti attraverso attività che portino ad una loro riduzione e un recupero di parte di essi. L’evitato miss match tra domanda e offerta in un potenziale mercato no-profit dei rifiuti permette di ridurre i costi di tutti i soggetti coinvolti e un miglioramento ambientale per l’intera comunità (determinando una diminuzione degli impatti dovuti alla realizzazione dei prodotti in termini di risorse risparmiate). Gli interventi previsti dal progetto ReLoad si basano sul principio che si possa allungare la vita degli oggetti stimolando pratiche di baratto e creando alcune officine per il recupero degli oggetti.
Strategia
L’intervento si basa su una strategia di progetto fondata su più fronti: da una parte un’ implementazione del baratto attraverso la creazione di punti di  scambio  reali  (Swap  Market)  e  virtuale  (Piattaforma  BarattaLo) dall’altra sulla creazione di officine per quanto riguarda il recupero di bici (BC  Reload)  e  rifiuti  informatici  (PC  Reload).  In  questo  modo  verranno diffuse sul territorio buone pratiche di recupero e riutilizzo di oggetti prima che essi entrino nella catena dei rifiuti, con un risparmio a monte per tutta la  comunità.  diffondendo  così  sul  territorio  la  cultura  del  riutilizzo  e riducendo ulteriormente gli sprechi. 

 

Azioni

Il baratto

L’azione nasce dall’esigenza di creare un luogo reale e al tempo stesso virtuale in cui i cittadini, le associazioni del terzo settore e gli altri portatori d’interessi del lodigiano, possano scambiarsi oggetti di cui si vogliono disfare barattandoli con quelli messi a disposizione dagli altri utenti, così da garantire loro una seconda vita in questo modo si verifica  un risparmio economico e ambientale. Le attività previste sono:

BarattaLo (www.barattalo.org), piattaforma informatica del baratto studiata per permettere nella stessa transazione a più utenti di cedere un proprio oggetto ed ottenere in cambio ciò che desiderano. La struttura finale sarà una sorta di “ebay del baratto” in cui l’assegnazione degli oggetti non è data da un sistema monetario ma da un algoritmo creato ad hoc che tenga conto del comportamento dei soggetti sulla piattaforma stessa.

BC Officina “Tribe”

Questa azione mira al recupero delle biciclette destinate alla discarica o comunque mal funzionanti e quindi bisognose di riparazione, tramite la realizzazione di  una ciclofficina partecipata e l’implementazione di laboratori di recupero.  L’obiettivo di quest’azione è quello di recuperare materiale che andrebbe altrimenti destinato alla discarica.

Le attività messe in campo, oltra la costituzione di una cicloofficina presso la cooperativa il Pellicano, sono costituite da una serie di attività di sensibilizzazione, di formazione.

Alla fine del progetto le bici ri-assemblate e create durante i vari workshop parteciperanno al Festival della Viandanza in Toscana, le cui bici verranno vendute ad un asta per il sostentamento della ciclofficina una volta terminato il finanziamento concesso dalla Fondazione Cariplo.

PC Officina

Questa azione, simmetrica e complementare alla precedente, basata su uno stretto intreccio tra  attività di sensibilizzazione formazione e messa in atto di comportamenti concreti, mette in campo una serie di azioni volte a favorire il riutilizzo di computer obsoleti ma ancora totalmente o in parte funzionanti. Attraverso la creazione di una PC officina nell’area lodigiana si è creato un punto di raccolta e di informazione sui computer obsoleti presso lo spazio della cooperativa il Faro.
Inoltre presso Microcosmi a partire da gennaio è stato attivato un corso di formazione all’uso del pc, del software libero e al mondo dei tablet e delle app.

Partner:  Nastro verde, Microcosmi, Cooperativa il Faro, Cooperativa Monte Oliveto.
Con il contributo di: Fondazione Cariplo
Durata: 
Settembre 2012 – Dicembre 2013

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Caffè in Campo: conclusione e nuovi inizi!

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Il 15 Gennaio 2016 nel bellissimo Museo del Gusto (MUSA) di Zibido San Giacomo abbiamo concluso il progetto Caffè in Campo.

All’evento hanno partecipato le istituzioni, tra cui Piero Garbelli (Sindaco di Zibido), Carmen Manduca (Sindaco di Vernate), Paolo Giussani (Assessore al bilancio del Comune di Vermezzo), il presidente di Sasom Gianmario Savoia, di fronte a un pubblico di cittadini e appassionati che già operano nel settore dell’economia circolare o che vorrebbero far nascere delle idee di impresa a partire dal recupero dei fondi di caffè.

Durante la serata sono stati presentati gli esiti del progetto con interventi di Giulia Detomati di Venti Sostenibili, Gianmario Savoia e Alberto Confalonieri di SAPM.

Le domande e le curiosità del pubblico sono state moltissime, così tante che siamo andati avanti oltre mezzanotte! La serata è stata l’occasione per condividere spunti curiosità, aneddoti sia sul tema del recupero dei fondi di caffè e sulle implicazioni normative e formali, sia sul tema “caldo” della riduzione dello spreco e della strategia Zero Waste. Il nostro approccio, quello di guardare effettivamente attraverso analisi merceologiche cosa rimane nell’indifferenziato (in quello che era un tempo definito il “sacco nero”) è risultato vincente per mettere in atto delle strategie efficaci. I sindaci hanno mostrato volontà di continuare su questo percorso per capire come migliorare ulteriormente i parametri sulla raccolta differenziata.

Alcune aziende e realtà presenti hanno inoltre ben accolto l’idea di andare avanti creando un protocollo d’intesa per superare i vincoli normativi riscontrati e l’elaborazione di un documento da presentare al Ministero dell’Ambiente. Il network di Caffè in Campo, già ampio, potrebbe crescere e aggregare questo tipo di esperienze, creando una massa critica.

Questo permetterebbe di far tesoro dell’esperienza di progetto, riuscendo a lavorare in un’ottica di replicabilità e scalabilità a beneficio di tutte le esperienze simili.

Se si pensa che solo in Italia si consumano ogni giorno 45000 kg di caffè con una produzione di fondi pari a 83570 kg, questo potrebbe rappresentare un piccolo ma importante passo in avanti per non sprecare risorse.

caffè in campo venti sostenibili

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